LA FILOMA

Haute gastronomie

Notre restaurant

Già dai primi anni Venti del 1900, c’è una osteria, oggi ristorante, che non ha mai cambiato il nome femminile che porta : La Filoma.
Lo vediamo in un palazzo antico, ricostruito nel Settecento dai Conti Sacco, immerso all’epoca nelle atmosfere letterarie arcadiche dei tempi illuminati da gentil intelligenza; ospitava un teatrino e già presagiva a luogo di raffinati intrattenimenti.
Poi ecco che nel 1915 Augusto Cacciamani, con la moglie Filomena e quattro figli, si trasferisce da Vicopò a Parma e rileva una vecchia osteria che , a differenza di oggi, si apriva la lato interno del borgo.
Da allora Filomena diventa “Filoma”, per quella sua imponenza di “donnone” tra i fornelli e anche perché così, se la Corale Verdi o i cori del Teatro Regio, per avere un piatto di Anolini a tarda notte, avessero dovuto intonarle una serenata, sarebbero riusciti a far meglio la rima nei ritornelli!
Il locale, regno dei bolliti, delle punte al forno e delle lasagne, resta nelle mani di Filomena, agguantando per la “gola” alta e bassa società, fino al 1935 quando, allo scoppio della guerra, cede l’attività.
Il ristorante viene gestito dai Signori Guasti fino al 1950 quando arriva Sergio Ravazzoni, che era stato il cameriere della grande cuoca, che in suo onore riporta il locale agli antichi fasti gaudenti, meritandosi la stellina Michelin, che da lì a poco sarebbe arrivata!
Arrivando nell’atrio del palazzo sotto ad un lampione che ricorda le lanterne a gas di una volta c’è l’entrata del ristorante: agli occhi si presenta la ricchezza della storia di un ambiente, il profumo delle persone passate impresso nei broccati alle pareti, nei pavimenti lignei,nei soffitti, negli specchi antichi.
Ci sono tre salette: quella appena all’entrata giallo oro Sala Specchi, a destra la Saletta delle Conchiglie tutta verde e in fondo a sinistra una piccola intima Saletta tutta in broccato Rossa.
L’atmosfera che si respira è quella di cene di inizio del XX secolo, in particolare a Parigi, dove fra i fornelli della Belle Epoque c’erano magici Chef che preparavano preziosi e succulenti manicaretti a famosi personaggi dell’Arte e della Cultura.
Tavoli rotondi grandi e piccoli, tovaglie di fiandra di tenui colori pastello che toccano terra, calici brillanti, pizzi e fiori freschi che dichiarano l’ospitalità dei maestri di cucina.
Dopo essersi succedute altre due gestioni approda alla Filoma un personaggio ceduto dal Teatro alla Cultura Culinaria e il riferimento è alla grande e simpatica, soprano, Antonella Manotti; la quale sensibile appassionata della Cucina Parmigiana si diletta in collaborazione con dei bravi “rezdor” a proporre i piatti tradizionali Parmigiani presentati con cura e la classe che la contraddistingue.
La cucina proposta dalla Sig.ra Antonella è proprio quella tipica Parmigiana: Anolini serviti con un ottimo brodo di manzo e cappone, i tortelli d’erbetta (“foghè in tal buter e sughè col formai”), la punta ripiena al forno; i gnoc condì col sufrit , la “Vecia” , le Lasagne con il ragù di Strolghino, le tagliatelle ai Funghi Porcini di Albareto ( tutta la pasta sfoglia viene impastata e tirata rigorosamente a mano), lo Stracotto di Manzo con la Polenta al Parmigiano, i Guancialini di Vitello al Salmì di lambrusco, il Risotto alla Parmigiana al Tartufo Nero di Fragno e vestito con il Culatello, per non parlare poi della cura nella scelta dei salumi: Prosciutto Crudo di oltre 27 mesi di stagionatura, il Culatello della Bassa

Prezzi: medio da 30 a 45 €. Escluse le bevande
Menù degustazione a partire da €. 16,00

Orari: Aperto tutti i giorni sia a pranzo che a cena – 12,00-15,00 * 19,00 – 23,00
Mercoledi chiuso per riposo settimanale
E’ gradita la prenotazione
Ferie: Il Ristorante rimane chiuso il mese di Luglio

Carte di Credito: Tutte ( no Diners )

Contact

BORGO XX MARZO 15 43121, PARMA Italie
Numéro de téléphone :
0521 206181

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